Pochi giorni fa ho avuto modo di fare qualche domanda a Paride Iaretti tra New York e gattinara ecco il resoconto.
Wine Indulgence:Come è nata la tua passione per il vino.
Paride Iaretti:La mia passione per il vino è atavica…nonno,bisnonno ecc erano contadini…le vigne le hanno sempre avute…facevano vino da vendere sfuso e giovane come alimento e non di alta qualità come si usava a quei tempi dove tutti bevevano per integrare una dieta senz’altro più frugale di quella che assumiamo noi oggi.
Io sono nato nel luglio del 1970 e fin in tenerissima età mio papà mi portava nelle vigne con lui sul trattore…mio padre invece faceva il vignaiolo per hobby (era vigile urbano) e coltivava circa mezzo ettaro di vigneti la cui uva veniva conferita alla cantina sociale di Gattinara.
Io professionalmente nasco cuoco,dopo aver frequentato tra il 1984 e il 1987 l’Istituto Alberghiero G.Pastore di Varallo Sesia,svolgendo questa professione fino al 1991. Dopo di che sono stato assunto da una catena di supermercati nel reparto gastronomia e mi è sempre piaciuto cucinare,mangiare bene e perchè no,accompagnare i miei piatti con un buon vino. Sono curioso:assaggio tutti i vini che posso ,per ampliare le mie conoscenze e sul nebbiolo confrontarmi con gli altri produttori.
W.Ind .:Tu vivi nella zona vitivinicola del Gattinara e il tuo vitigno principe è il Nebbiolo,raccontaci la tua esperienza.
P.I.:Sono nato e vivo da sempre a Gattinara le colline con le vigne hanno sempre fatto da sfondo al mio panorama…qui regna il Nebbiolo.
Un’uva che se a ti dai a lei,lei ti rende cento volte…è un tipo un pò difficile,ama le potature lunghe,quindi si pota a mano…8/10 gemme per i guyot moderni (ma esistono ancora maggiorine dove le potature sono a tralci multipli su viti fortissime dai cloni indecifrabili talmente son vecchie). Piantare una vigna di Nebbiolo per produrre il Gattinara docg ,per me significa aver fiducia nel futuro:i primi grappoli si vedono se va tutto bene al quarto anno ma per un Gattinara DOCG è meglio attendere almeno 9/10 anni quando la vigna sarà stabile e forte…Una volta vendemmiato e vinificato ,il nebbiolo ,deve affinare lungamente…36 mesi di cui almeno 24 in legno per il Gattinara e 48 di cui almeno 36 in legno per il Gattinara Riserva.
Il Gattinara è un vino che si fa attendere e premia chi lo sa aspettare perchè ha bisogno di tempo per esprimersi.
Lavorare in collina a Gattinara è un po come assistere ad uno spettacolo.. ho il Monte Rosa canuto gigante che mi fa da sfondo svettando con la sua mole dominante.
Ho la pianura vercellese e novarese che si estende infinita ai miei piedi…in inverno spesso sono sospeso su un mare di nebbia godendo del sole che bacia le colline più alte…di contro ho il territorio ripido dove non dappertutto consente l’utilizzo dei mezzi meccanici e quindi il lavoro diventa piu faticoso. Però sto a Gattinara…mica in un posto qualunque!
W.Ind.:Il Nebbiolo del Gattinara a cosa differisce dal Nebbiolo coltivato nelle
DOCG del Barolo,Barbaresco e Ghemme?
P.I.:Il nebbiolo di Gattinara è diverso…la differenza sta nel terreno…i vigneti di Gattinara affondano le radici in un suolo formato da porfidi di origine vulcanica,ferro in abbondanza caratterizzano la collina (esiste una zona denominata la Valferrana) ,Gattinara ha un legame di terreno con Boca e Bramaterra . Gattinara ,Boca e Bramaterra formano un semicerchio ,a nord di questo milioni di anni fa aveva sede un antico e enorme vulcano la cui caldera implose e mandò in superficie le rocce profonde formando una sorta di fascia collinare con caratteristiche simili. Ci accomuna a Boca e Bramaterra le rocce rossastre ricche di lave e ferro. I vigneti del Ghemme ,Fara Sizzano sono allevati su colline moreniche di origine alluvionale e glaciale,in profondità si possono trovare antichissimi ciottoli di fiume levigati dall’acqua. Lessona infine,più a ovest è poggiata su antiche sabbie marine. Se vogliamo trovare differenze dobbiamo degustare tutti questi ottimi vini. Gattinara è caratterizzato da finezza di profumi e mineralità. Ghemme invece ha più grassezza .. più o meno le differenze che intrecorrono tra Barbaresco e Barolo.
W.Ind.: Cosa è per te il terroir e cosa cerchi di esprimere nei tuoi vini.
P.I.:Il terroir è tutto…l’espressione che cerco nel vino è il territorio e la tradizione magari con un occhio al domani ma senza mai stravolgere le cose.
Dei miei 4 ettari di vigneto 3 sono isctitti all’albo del Gattinara docg e l’ettaro rimanente è costituito da vigneti che non sono iscrivibili ne al Gattinara DOCG e tanto meno al Coste della Sesia DOC ma sono composti da nebbiolo ,vespolina ,croatina ,uva rara e altre uve tipiche del territorio. Mai mi lascerò convincere da chi pensa di fare vini buoni piantando vitigni internazionali in zone storiche (qui da noi praticamente nessuno l’ha mai fatto,per fortuna).
Il territorio è la storia di un luogo:la memoria del tempo passato si tramanda rispettando il territorio.
Troppe zone viticole in Italia sono state oggetto di scempio da parte di viticoltori lusingati da interessi che hanno tagliato,annientato un patrimonio vitivinicolo secolare per piantare vitigni internazionali,salvo poi pentirsi amaramente dopo 15/20 anni…io non ho nulla contro il cabernet ,merlot e syrha…ma stanno bene altrove!! Ho un nebbiolo.. me lo tengo stretto e lo rispetto!!!
W.Ind.:Come matura in vigna il tuo nebbiolo e come rispondono i tuoi vini ad un affinamento in Barrique piuttosto che in Tonneau.
P.I.:Il mio nebbiolo cerco di maturarlo bene.. le vigne le seguo personalmente effettuando tutti i lavori necessari cercando di leggere l’annata man mano che la stagione avanza. Rispetto le viti come fossero persone,anzi,spesso metto a confronto la vite con l’uomo. Le barbatelle sono come i bambini;hanno bisogno di attenzioni particolari perche’crescano sane e robuste.
Nei primi anni di vita si gettano le basi per il futuro…normalmente fino al quarto anno tolgo i grappoli alle viti. E’come se si volesse far portare un grosso peso ad un bimbo piccolo…anche le vecchie viti le paragono alle persone…gli anziani vanno rispettati,hanno fatto un lungo percorso di vita che li ha segnati nel bene e nel male,magari sono deboli e fanno fatica a camminare ma hanno sulle spalle il sapere delle esperienze…le vecchie viti vanno tenute leggere,concimate il giusto per evitare eccessi di vegetazione e di frutto,daranno il meglio come una nonna fa con i nipoti. Le vecchie viti mi affascinano con le loro forme contorte mi piacerebbe poter ascoltare le loro vite aggrappate ad un sasso sospese nel cielo ad afferrare il sole dell’estate…
Per quel che riguarda l’affinamento posso dire che il nebbiolo è un vino molto versatile:la tradizione piemontese lo vuole affinato lungamente e lentamente in botte grande ma per esperienza personale so che anche in tonneau e barrique si esprime ad altissimo livello. Personalmente per il Gattinara preferisco la botte grande o il tonneau ma per il mio Coste Sesia nebbiolo VELUT LUNA uso la barrique. Sono legni francesi di secondo e terzo passaggio ,quindi il legno è una rifinitura e non un sentore prevalente sul frutto. Questo nebbiolo proviene dalle vigne piu giovani,lo lascio macerare solo 12/15 giorni per avere un acidità contenuta e lo affino in barriques per 15 mesi. Ne risulta un vino piuttosto fresco,fruttato e con una struttura piu snella che si presta a molti abbinamenti,un vino di approccio al più impegnativo Gattinara Docg.
W.Ind.:A quali piatti usi abbinare i tuoi vini.
P.I.:I piatti in abbinamento ai miei vini sono del territorio:
Uvenere è un rosso da tavola ottenuto da uve nebbiolo vespolina e croatina e si abbina a antipasti di carne,salumi ,secondi alla griglia.
Il Coste della Sesia doc Nebbiolo Velut Luna è un nebbiolo piu’leggero del Gattinara ,un pò alla moda con una leggera vena boiséé data dal breve passaggio in barriques lo vedo bene sui risotti tipici piemontesi come la Panissa Vercellese o secondi di carni da animali da cortile in umido.
I due Gattinara ,Pietro e Riserva li abbinerei a secondi importanti quali il brasato,il tapulon (tipico piatto di carne macinata di asino o cavallo lungamente cotta con cipolla e spezie e vino nebbiolo.
Sui Gattinara più vecchi (oltre 25 anni) vedo bene anche della pasticceria secca o addirittura oserei del cioccolato extrafondente,magari un estremo 90% cacao (provato con il 99% lindt un Gattinara del 1986…ci stava alla grande con anche paste secche di nocciole) un’esperienza!