Intervista a Sandro Sangiorgi


Intervista a Franco Ziliani

Mercoledì Divini da Tommy e Sua Sorella.

Wine Indulgence and Tres ChicWine Indulgence e Tres Chic  nel Locale Tommy e sua Sorella a  Mestre in Via Einaudi  hanno presentato il loro terzo appuntamento dei ‘Mercoledì Divini‘portando al pubblico presente un abbinamento molto azzardato e difficile da incontrare cioè Vini Aromatici e Piatti speziati.

Il greeting nel locale  e’stato eseguito da Tommy versando un Prosecco della Casa con Triangolini  di Humus e Paprica e Mousse di Crescenza con Pepe nero e Salmone

Dana di Wine indulgence ha esposto ai conviviali il tema della serata spiegando la particolarità dei Vini Aromatici nell’universo del Vino introducendo
il primo abbinamento:

Il Riesling Italico della Cantina Francesco Montagna con Bulgur al Tonno e ZenzeroBulgar

Piatto interessante il Bulgur :frumento integrale che subisce un processo particolare di trasformazione,molto diffuso in Medio Oriente. Il Tonno dava corpo al piatto mentre lo Zenzero creava  una bella aromaticità e speziatura al piatto.
Il Riesling,Vino Bianco con profumi di agrumi e un tocco di salvia aveva nel corredo una grande mineralità.
In Bocca fluiva voluttuosamente e lasciava un bel gusto appunto di  minerale.

 

 

 

Secondo Abbinamento:Gewurztraminer D’Alsazia con Crespelle di Rana Pescatrice,Arancio,Pistacchi e Curry
Il Guwurztraminer Butterlin D’Alsazia giallo paglierino con riflessi leggermente dorati.
Al naso piacevolissimo di grande impatto gustativo con profumi che spaziavano dalla frutta esotica con un profumo franco di Lichi ai fiori gialli di Iris.
In bocca molto buono e fruttato stupenda la mineralità e sapidità.

CrespelleAbbinamento superlativo il vino si amalgamava maestosamente alle crespelle lasciando un buon sapore in bocca con un finale speziato regalato dal curry.

 

 

 

 

 

 

Terzo abbinamento:Moscato D’Asti frizzante con Cous Cous Dolce alle Mandorle Tostate e Pistacchi di Bronte pezzi di cioccolata.
Il dolce presentato stasera non assomigliava a quello che ci apettiamo,almeno per la forma (Vedi Foto) ma il sapore era
interessantissimo. Le mandorle si mescolavano al Cous Cous impastando la bocca,i pistacchi e la cioccolata riproponevano all’infinito il gusto speziato/dolce.Dolce
Il Moscato,vino leggero e frizzante giallo paglierino con profumi di candi all’arancio e vaniglia.
In Bocca il dolce s’apriva immediato con le bollicine che giocavano simpatiche al gusto dei canditi.

Un piatto dolce ha bisogno per esprimere le sua qualità di essere abbinato ad un vino dolce,termine tecnico è abbinamento per concordanza. In questo caso il dolce del vino aromatico Moscato esaltava i pistacchie la cioccolata senza imperare e stravolgere il gusto.

Wine Indulgence vi Aspetta il 14 Febbraio per San Valentino sempre da Tommy e Sua Sorella con un altro emozionante evento.

Intervista ad Ilenia Bazzacco

Wine Indulgence :Come e’nata la tua passione per la cucina?
Ilenia Bazzacco:La passione per la cucina è sempre stata una parte fondamentale della mia vita.  Io sono nata con una grande predisposizione verso questa passione,poi man mano la curiosità,la conoscenza,la voglia di sperimentare mi hanno  portato a farla diventare parte integrante della mia vita

W.Ind.:Durante la preparazione dei tuoi piatti dove va la tua mente?
I.B.:Bella domanda!!!  Quando cucino per me è come entrare in una fantastica bolla dove all’interno riesco a sentire i profumi,i gusti,riesco a vedere i colori di cio’che sto’preparando…. quindi la mente è libera di spaziare dove vuole,non mi pongo dei limiti,non mi impongo delle barriere…. è veramente un antidepressivo!!!

W.Ind.:Il profumo e la presentazione di un piatto quanto sono importanti?
I.B.:Tantissimo!! Faccio una premessa. Nonostante la mia fosse una cucina casalinga,ho sempre ritenuto però che i profumi,i colori,l’impiattamento fossero in ogni caso fondamentali per gratificare ulteriormente i miei familiari o i miei amici. Durante il percorso a Masterchef,però,ho avuto la possibilità di poter raffinare questi due aspetti imparando da Cracco l’importanza del profumo del piatto e da Barbieri la presentazione.

W.Ind.:Il piatto che piu’ti fa imbestialire?
I.B.:Non c’è un piatto che mi provoca questa fastidiosa sensazione. Diciamo che i dolci sono il mio tallone di Achille…perchè necessitano di estrema precisione e ti lasciano poca possibiltà di improvvisazione.. per questo appena uscita dalle cucine di Masterchef sono corsa subito ad iscrivermi ad un corso di pasticceria.

W.Ind.:Cucinare pesce ti affascina piu’di cucinare carne?
I.B.:Decisamente si…adoro preparare,cucinare il pesce…mi gratifica di più anche perchè ha bisogno di più cure e di più attenzione nella cottura….

W.Ind.:Se devi incantare un tuo commensale che piatto gli prepari?
I.B.:Durante una prova in esterna,ho avuto modo di cucinare per dei critici gastronomici molto importanti e in quell’occasione ho preparato triglie marinate con semi di papavero su crema di riso Venere e rucola fritta….questo piatto farà parte del mio menù di Natale!!!! sperando di incantare ancora!!!!!!!!!!!!

W.Ind.:Oltre alla cucina italiana quale altra ti piace?
I.B.:La greca in assoluto. Ho fatto una vacanza 4 anni fa insieme alla mia famiglia girando  il nord della Grecia…e devo dire che mangiare greco è davvero stupendo …dal moussaka,al Gyros Pita…

W.Ind.:Che cosa ti ha lasciato lo show Masterchef?
I.B.:Masterchef mi ha ha lasciato tantissimo:prima di tutto una grande consapevolezza delle mie capacità,una grandissima voglia di imparare ed evolvermi…. e la sicurezza che cucinare mi piace ancora di più!!!!!!!!!!!!

W.Ind.:Il tuo prossimo step?
I.B.:Tantissime idee…. prima di tutto a gennaio terrò dei corsi di cucina;poi sto’collaborando con un ristorante che mi ha dato una grande fiducia affidandomi completamente la cucina;e poi ho un sogno nel cassetto:condurre una rubrica o un programma di cucina…stile Masterchef Magazine….

Birra del Reno –Intervista ad Andrea Mussi

Wine Indulgence:Come hai iniziato ad appassionarti alla Birra?

Andrea Mussi: In realtà la mia passione per la birra proviene dalle castagne!
Ho sempre avuto una passione per i prodotti artigianali e che portano qualcosa della persona che li produce ma senza approfondire il mondo della birra artigianale. Questo finché non ho avuto notizia di un progetto sulle mie montagne per fare la birra di castagne. Seccando le castagne per fare la farina mi sono subito appassionato all’idea di un utilizzo nuovo per il mio frutto preferito,ho mantenuto i contatti con i referenti del progetto fino a farne parte e a lavorare al neonato birrificio per i primi tre anni della sua esistenza.
A questo punto la passione per la birra si è affiancata a quella per il castagno e ha iniziato ad alimentarsi autonomamente. Finita la mia collaborazione col birrificio mi sono concentrato su alcune ricette con un piccolo impianto pilota e,dopo quattro anni di piccole e grandi variazioni,sono arrivato a definire tre ricette che mi soddisfano a pieno:le ricette delle tre Birre del Reno.

W.Ind.: Che differenza c’è tra birra industriale e birra artigianale?

A.M.:Le differenze sono molteplici e su vari livelli.Quella che porta i due prodotti su piani diversi è la quantità di prodotto che va sul mercato. Una birra artigianale si regge su numeri che sono frazioni di quelli di una birra industriale;ovviamente questo implica che non ha l’obbligo di soddisfare un ‘bevitore medio’ ma che si può permettere di mostrare (e in certi casi ostentare) un carattere ben definito molto apprezzato da alcuni e forse altrettanto poco apprezzato da altri.
Il parallelo con la musica è molto calzante. Mentre la superstar deve rendere i conti alla major delle sue vendite,il gruppo underground si può permettere di dire la propria,soddisfatto di riempire il locale da 200 persone anzi ché con l’obbligo di riempire lo stadio di ‘ascoltatori medi’.Pur sentendo mio il mondo artigianale penso con grande ammirazione a quei mastri birrai del mondo industriale che creano prodotti vincenti e a volte veramente apprezzabili anche dopo la pastorizzazione,la permanenza in piazzali e magazzini,a trasporti ed ogni possibile maltrattamento. Mi chiedo se volessero cimentarsi a creare ‘birre libere’ cosa ne verrebbe fuori.Di fatto considerando costi,prezzo,necessità,intenti e termini di paragone,è fuorviante il fatto che sia le industriali che le artigianali si chiamino ‘birre’. Sono due cose diverse che in comune hanno solo un vocabolo.


 W.Ind.:Birra non pastorizzata e non filtrata cosa significa e perchè queste scelte?

A.M.: La pastorizzazione è quel processo che per mantenere viva la birra e integre le sue sfumature è indispensabile che non la si pastorizzi.Inoltre per me è importante che la birra rimanga viva anche per gli aspetti simbolici che sin dall’antichità porta con sé;nella fabbricazione della birra si ripercorrono come in un rituale dei gesti che riportano chi li compie più vicino a Madre Natura e ad una dimensione più intima. Partendo dal malto che è un qualcosa a metà strada tra il mondo di sotto e di sopra (il seme dell’orzo nel momento in cui germoglia) per arrivare alla magia della fermentazione della birra,ma anche del pane,del vino,sidro ed idromele,si compie un percorso simbolico di trasformazione ed innalzamento al quale più o meno consapevolmente l’uomo aspira.
Pastorizzare ciò che si ottiene,togliendogli la vita,è un qualcosa che preferisco non fare…
Sul filtrare o meno non ho un’opinione forte ed univoca. E’ un aspetto che subordino al tipo di birra.Un filtraggio a dimensioni molto piccole pulisce la birra,toglie buona parte del residuo sul fondo della bottiglia e in qualche modo la alleggerisce. Questi aspetti combinati insieme conferiscono un maggiore o minore ‘effetto artigianale’ alla birra,cosa che trascuro totalmente concentrandomi esclusivamente sul sapore che intendo ottenere.Utilizzando anche erbe aromatiche io preferisco un filtraggio con dimensioni non eccessivamente piccole. In sostanza passano buona parte dei lieviti esausti ma eventuali piccoli residui di fiori o foglie non entrano nella bottiglia.

W.Ind.: Quali birre produci?

A.M.:

 Bianca:una birra al farro aromatizzata con piante aromatiche che coltivo e rifermentata in bottiglia con miele di acacia delle mie api.Si tratta di una birra bianca piuttosto anomala,non l’ho voluta ‘troppo bianca’;mi piace che sia dissetante,leggera e vivace. Il farro è evidente ma non la fa completamente da padrone.

Rossa: per colore,gradazione ed amaro è riconducibile ad una brown ale ma soprattutto in questo caso lo stile birrario è stato l’ultimo dei miei pensieri… Il lavoro principale sulla Rossa è sui malti (5 tipi) e sulle temperature di ammostamento,piuttosto inusuali.
Il risultato è una birra che io considero equilibrata e ardita allo stesso tempo.Nella rossa sono presenti aromatiche in piccola quantità ed è rifermentata in bottiglia con il mio miele di castagno.

Nera:si tratta di una stout dalle sfumature di torrefatto particolari.Anche la nera è leggermente arricchita con piante aromatiche (che danno un leggero retrogusto) e rifermentata in bottiglia con miele di castagno.Oltre ai prodotti che produco (miele e piante aromatiche),cerco di procurarmi in zona anche altre materie prime,se di qualità e adatte alle birre. In particolare il farro non maltato e l’orzo tostato.

Intervista a Luisa Cuozzo

Wine Indulgence:Come e’nata la tua passione per la cucina?

Luisa Cuozzo:La mia passione per la cucina nasce la piccolissima!Gia a 2/3anni invece di giocare con le bambole mi dilettavo a prendere stoviglie e mestoli e fingevo di cucinare per le regine e i principi!! Poi crescendo è diventata sempre più forte tanto che ho fatto il mio primo vero piatto a soli 5anni!!con l’aiuto di mamma si intende!!

 W.Ind.:Durante la preparazione dei tuoi piatti dove va la tua mente?

L.C.:Quando cucino la mia mente si svuota…entro in uno stato di calma e tranquillità! Sono concentrata sui profumi e i sapori! E certo di cucinare qualcosa che sia buona soprattutto per il mio palato visto che sono mooolto autocritica!!

W.Ind.: Il profumo e la presentazione di un piatto quanto sono importanti?

L.C.: Il profumo di un piatto è la cosa essenziale per me!! Un piatto che ha un cattivo odore non potrà mai allettare la tua mente e indurtelo a mangiare! Per quanto riguarda invece la presentazione ho imparato tanto dal programma e cerco sempre di migliorarmi!!

W.Ind.: Il piatto che piu’ti fa imbestialire?

L.C.: Il piatto che più mi fa imbestialire è un piatto non riuscito!!!

W.Ind.: Cucinare pesce ti affascina piu’di cucinare carne?

L.C.: Non potrei mai scegliere tra pesce e carne!!! Adoro entrambi!!!

W.Ind.:  Se devi incantare un tuo commensale che piatto gli prepari?

L.C.:Se devo incantare un mio commensale preparerei una quaglia!! O comunque selvaggina!! Magari farei una quaglia ripiena di fegato d’oca e tartufo in una sfoglia con un fondo bruno di quaglia!!

W.Ind.:Oltre alla cucina italiana quale altra ti piace?

L.C.:.Io adoro la cucina indiana!! L’uso delle spezie per valorizzare i piatti è stupendo!! Inoltre l’india è famosa per avere piatti tipici di ogni genere,dal vegetariano alle zuppe per esempio,a seconda di quale latitudine del paese ti trovi!!

W.Ind.: Che cosa ti ha lasciato lo show Masterchef?

L.C.:.Masterchef mi ha lasciato tanti amici e ancora di piu la convinzione che nella mia vita cè una sola strada e questa strada è la cucina!!! Finalmente ho capito che il luogo dove mi sento piu appropriata è un fornello in mezzo a tante stoviglie!!

W.Ind.: Il tuo prossimo step?

L.C.: Per ora ci sono tante offerte in cantiere! Sto valutando! La cosa che più mi interessa e cucinare ora che sia davanti o dietro una telecamera poco importa…sta di fatto che manderò un curriculum a tutti i ristoranti italiani qualcuno mi dovrà pur prendere a fare uno stage!!ihihih

Intervista a Paride Iaretti

Pochi giorni fa ho avuto modo di fare qualche domanda a Paride Iaretti tra New York e gattinara ecco il resoconto.

Wine Indulgence:Come è nata la tua passione per il vino.

Paride Iaretti:La mia passione per il vino è atavica…nonno,bisnonno ecc erano contadini…le vigne le hanno sempre avute…facevano vino da vendere sfuso e giovane come alimento e non di alta qualità come si usava a quei tempi dove tutti bevevano per integrare una dieta senz’altro più frugale di quella che assumiamo noi oggi.

Io sono nato nel luglio del 1970 e fin in tenerissima età mio papà mi portava nelle vigne con lui sul trattore…mio padre invece faceva il vignaiolo per hobby (era vigile urbano) e coltivava circa mezzo ettaro di vigneti la cui uva veniva conferita alla cantina sociale di Gattinara.

Io professionalmente nasco cuoco,dopo aver frequentato tra il 1984 e il 1987 l’Istituto Alberghiero G.Pastore di Varallo Sesia,svolgendo questa professione fino al 1991. Dopo di che sono stato assunto da una catena di supermercati nel reparto gastronomia e mi è sempre piaciuto cucinare,mangiare bene e perchè no,accompagnare i miei piatti con un buon vino.  Sono curioso:assaggio tutti i vini che posso ,per ampliare le mie conoscenze e sul nebbiolo confrontarmi con gli altri produttori.

W.Ind .:Tu vivi nella zona vitivinicola del Gattinara e  il tuo vitigno principe è il Nebbiolo,raccontaci la tua esperienza.

P.I.:Sono nato e vivo da sempre a Gattinara le colline con le vigne hanno sempre fatto da sfondo al mio panorama…qui regna il Nebbiolo.

Un’uva che se a ti dai a lei,lei ti rende cento volte…è un tipo un pò difficile,ama le potature lunghe,quindi si pota a mano…8/10 gemme per i guyot moderni (ma esistono ancora maggiorine dove le potature sono a tralci multipli su viti fortissime dai cloni indecifrabili talmente son vecchie). Piantare una vigna di Nebbiolo per produrre il Gattinara docg ,per me significa aver fiducia nel futuro:i primi grappoli si vedono se va tutto bene al quarto anno ma per un Gattinara DOCG è meglio attendere almeno 9/10 anni quando la vigna sarà stabile e forte…Una volta vendemmiato e vinificato ,il nebbiolo ,deve affinare lungamente…36 mesi di cui almeno 24 in legno per il Gattinara e 48 di cui almeno 36 in legno per il Gattinara Riserva.
Il Gattinara è un vino che si fa attendere e premia chi lo sa aspettare perchè ha bisogno di tempo per esprimersi.
Lavorare in collina a Gattinara è un po come assistere ad uno spettacolo.. ho il Monte Rosa canuto gigante che mi fa da sfondo svettando con la sua mole dominante.

Ho la pianura vercellese e novarese che si estende infinita ai miei piedi…in inverno spesso sono sospeso su un mare di nebbia godendo del sole che bacia le colline più alte…di contro ho il territorio ripido dove non dappertutto consente l’utilizzo dei mezzi meccanici e quindi il lavoro diventa piu faticoso. Però sto a Gattinara…mica in un posto qualunque!

W.Ind.:Il Nebbiolo del Gattinara a cosa differisce dal Nebbiolo coltivato nelle DOCG del Barolo,Barbaresco e Ghemme?

P.I.:Il nebbiolo di Gattinara è diverso…la differenza sta nel terreno…i vigneti di Gattinara affondano le radici in un suolo formato da porfidi di origine vulcanica,ferro in abbondanza caratterizzano la collina (esiste una zona denominata la Valferrana) ,Gattinara ha un legame di terreno con Boca e Bramaterra . Gattinara ,Boca e Bramaterra formano un semicerchio ,a nord di questo milioni di anni fa aveva sede un antico e enorme vulcano la cui caldera implose e mandò in superficie le rocce profonde formando una sorta di fascia collinare con caratteristiche simili.  Ci accomuna a Boca e Bramaterra le rocce rossastre ricche di lave e ferro.  I vigneti del Ghemme ,Fara Sizzano sono allevati su colline moreniche di origine alluvionale e glaciale,in profondità si possono trovare antichissimi ciottoli di fiume levigati dall’acqua. Lessona infine,più a ovest è poggiata su antiche sabbie marine. Se vogliamo trovare differenze dobbiamo degustare tutti questi ottimi vini. Gattinara è caratterizzato da finezza di profumi e mineralità.  Ghemme invece ha più grassezza .. più o meno le differenze che intrecorrono tra Barbaresco e Barolo.

W.Ind.: Cosa è per te il terroir e cosa cerchi di esprimere nei tuoi vini.

P.I.:Il terroir è tutto…l’espressione che cerco nel vino è il territorio e la tradizione magari con un occhio al domani ma senza mai stravolgere le cose.

Dei miei 4 ettari di vigneto 3 sono isctitti all’albo del Gattinara docg e l’ettaro rimanente è costituito da vigneti che non sono iscrivibili ne al Gattinara DOCG e tanto meno al Coste della Sesia DOC ma sono composti da nebbiolo ,vespolina ,croatina ,uva rara e altre uve tipiche del territorio. Mai mi lascerò convincere da chi pensa di fare vini buoni piantando vitigni internazionali in zone storiche (qui da noi praticamente nessuno l’ha mai fatto,per fortuna).

Il territorio è la storia di un luogo:la memoria del tempo passato si tramanda rispettando il territorio.

Troppe zone viticole in Italia sono state oggetto di scempio da parte di viticoltori lusingati da interessi che hanno tagliato,annientato un patrimonio vitivinicolo secolare per piantare vitigni internazionali,salvo poi pentirsi amaramente dopo 15/20 anni…io non ho nulla contro il cabernet ,merlot e syrha…ma stanno bene altrove!! Ho un nebbiolo.. me lo tengo stretto e lo rispetto!!!

W.Ind.:Come matura in vigna il tuo nebbiolo e come rispondono i tuoi vini ad un affinamento in Barrique piuttosto che in Tonneau.

P.I.:Il mio nebbiolo cerco di maturarlo bene.. le vigne le seguo personalmente effettuando tutti i lavori necessari cercando di leggere l’annata man mano che la stagione avanza.  Rispetto le viti come fossero persone,anzi,spesso metto a confronto la vite con l’uomo. Le barbatelle sono come i bambini;hanno bisogno di attenzioni particolari perche’crescano sane e robuste.

Nei primi anni di vita si gettano le basi per il futuro…normalmente fino al quarto anno tolgo i grappoli alle viti.  E’come se si volesse far portare un grosso peso ad un bimbo piccolo…anche le vecchie viti le paragono alle persone…gli anziani vanno rispettati,hanno fatto un lungo percorso di vita che li ha segnati nel bene e nel male,magari sono deboli e fanno fatica a camminare ma hanno sulle spalle il sapere delle esperienze…le vecchie viti vanno tenute leggere,concimate il giusto per evitare eccessi di vegetazione e di frutto,daranno il meglio come una nonna fa con i nipoti. Le vecchie viti mi affascinano con le loro forme contorte mi piacerebbe poter ascoltare le loro vite aggrappate ad un sasso sospese nel cielo ad afferrare il sole dell’estate…
Per quel che riguarda l’affinamento posso dire che il nebbiolo è un vino molto versatile:la tradizione piemontese lo vuole affinato lungamente e lentamente in botte grande ma per esperienza personale so che anche in tonneau e barrique si esprime ad altissimo livello. Personalmente per il Gattinara preferisco la botte grande o il tonneau ma per il mio Coste Sesia nebbiolo VELUT LUNA uso la barrique.  Sono legni francesi di secondo e terzo passaggio ,quindi il legno è una rifinitura e non un sentore prevalente sul frutto. Questo nebbiolo proviene dalle vigne piu giovani,lo lascio macerare solo 12/15 giorni per avere un acidità contenuta e lo affino in barriques per 15 mesi. Ne risulta un vino piuttosto fresco,fruttato e con una struttura piu snella che si presta a molti abbinamenti,un vino di approccio al più impegnativo Gattinara Docg.

W.Ind.:A quali piatti usi abbinare i tuoi vini.

P.I.:I piatti in abbinamento ai miei vini sono del territorio:

Uvenere è un rosso da tavola ottenuto da uve nebbiolo vespolina e croatina e si abbina a antipasti di carne,salumi ,secondi alla griglia.

Il Coste della Sesia doc Nebbiolo Velut Luna è un nebbiolo piu’leggero del Gattinara ,un pò alla moda con una leggera vena boiséé data dal breve passaggio in barriques lo vedo bene sui risotti tipici piemontesi come la Panissa Vercellese o secondi di carni da animali da cortile in umido.

I due Gattinara ,Pietro e Riserva li abbinerei a secondi importanti quali il brasato,il tapulon (tipico piatto di carne macinata di asino o cavallo lungamente cotta con cipolla e spezie e vino nebbiolo.
Sui Gattinara più vecchi (oltre 25 anni) vedo bene anche della pasticceria secca o addirittura oserei del cioccolato extrafondente,magari un estremo 90% cacao (provato con il 99% lindt un Gattinara del 1986…ci stava alla grande con anche paste secche di nocciole) un’esperienza!

Paride Iaretti –Pietro Gattinara DOCG 2007

Paride è una bella persona!

L’ho conosciuto direttamente ai Calici di Stelle  questa estate e mi è parso da subito grande nella sua umiltà.

Credo molto in questa qualità che spesso viene travisata come una debolezza, niente di più sbagliato.

Paride rappresenta per me il prototipo di produttore degli anni futuri pochi ettari vitati,quindi controllo ravvicinato e costante  della crescita della pianta e dell’uva. Il fulcro della sua economia sta nella qualità e l’impegno non nel numero di bottiglie prodotte.

Le sue terre sono coltivate a Nebbiolo vitigno principe del Piemonte.

Il vino di Paride  è un’autentico viaggio introspettivo: l’eleganza,i profumi e i ricordi si mescolano e si trasformano  prima in una forza prorompente  poi in piacevoli silenzi,dove i toni minerali si intrecciano con la freschezza e la terra d’origine.

I colori: Rosso Rubino con riflessi granati sull’unghia del bicchiere

Il bouquet: avvolgenti note di liquirizia e di erbe di timo e salvia.  Bacche di ginepro e lamponi con un tessuto odoroso di tabacco fresco.

Il gusto:un velluto che si espande e travolge i sensi,tannino d’insuperabile controllo. La freschezza gioca con la sapidità
in un continuo susseguirsi di emozioni.

I piatti:Primi di tagliatelle con Ragù di Lepre;per i secondi:Germano o anatra selvatica.

Il vino accolto era il Pietro Gattinara-  annata 2007 ,alcool 13° ,affinato in tonneau da 500 litri per 36 mesi prima di esser imbottigliato naturalmente da 100%  uve nebbiolo.

Il vino che verrà.

Il vino e’parte integrante della mia vita e quindi molto spesso mi trovo a parlarne con chi mi sta attorno.

Spesso quando meno te lo aspetti i dialoghi fra amici si incatenano e uno di questi mi ha portato a casa di Marcello.

Marcello S. e’un mio collega di lavoro molto intelligente e discreto e intavolando un discorso sul Brunello sono venuto a conoscenza che pochi anni fa ha comperato un casa con adiacente un bel terreno vicino all’argine del fiume Dese nei pressi di Mogliano Veneto.

Quattro lunghi e quattro piccoli filari coltivati a Merlot e Cabernet .

 

La casa era completamente da rifare solo il tetto e’rimasto del vecchio edificio . Usando componenti di bioedilizia,un poco alla volta e’riuscito a tirarla su e a mettere in piedi una casa colonica molto bella.

Il giardino era ricoperto di rovi e il terreno era disastrato . La sua passione e determinazione ha portato alla rinascita un luogo incantato da tempo dimenticato.

La vigna non era in condizioni buone e con l’aiuto di un contadino/enologo esperto,a fatto nascer grappoli rigogliosi e sani. Marcello cerca di usare il meno possibile prodotti invasivi. Infatti solo il verderame vien spruzzato tra i filari con l’aiuto di un atomizzatore per contrastare la Peronospora.

La Peronospora e’un fungo che attacca prima le foglie lasciando un alone giallo poi se non si interviene colpisce piano piano il resto della pianta. Va a braccetto con l’umidita’che qui nel Veneto ne siamo purtroppo ghiotti. Il verderame si deve passare molto spesso se non si vuole pregiudicare l’intera vendemmia.

Marcello ha gia’vinificato un paio di anni fa,l’altr’anno la Peronospora ha danneggiato la vigna e non ha potuto ottenere il vino.

Parlando mi racconta che quest’anno raccogliera’i grappoli prima di ottobre forse all’inizio di settembre. Come si vede nelle foto ai primi di agosto i frutti sembrano gia’maturi.

Lui li assaggiera’e poi ad istinto li raccoglierà da solo a mano.

Non usa nessun lievito selezionato per la vinificazione ma solo quelli che esistono sulle bucce.

A settembre avra’un gruppo di ragazzi che pianterenno un po’di pomodori e ortaggi vari usando solo prodotti biologici lui li lascera’fare condivedendo i prodotti futuri .

Volevo parlarvi appunto che esistono persone straordinarie con grande sensibilita’per la natura e per il prossimo.

Aspetto il suo vino impaziente,sicuramente sara’un successo!

 

Birre Artigianali

Serata all’insegna delle birre artigianale al John Wine di Piove di Sacco dove abbiamo trovato una buona ospitalita’e competenza data da un nostro collega sommelier.
Le birre in Italia si sono sviluppate molto e in tempi recenti hanno raccolto numerose soddisfazioni in campo europeo e non solo. I prodotti artigianali spesso create da piccoli birrifici raccolgono i favori della critica e i produttori si impegnano moltissimo scambiandosi consigli e visionando ricette con luppoli e malti provenienti da ogni parte del mondo.

La Birra del Barba e’una birra prodotta da Enrico Cornelli.  La sua carriera inizia come home brewer vent’anni fa ma il salto di qualità l’ha avuto da un paio di anni. Produce la sua Birra con una sua ricetta!!

La Birra del Barba è ad alta fermentazione significa che i lieviti in usati per la trasformazioni degli amidi del malto in alcol e anidride carbonica  lavorano tra le temperature di 18 e 24 °C.
Composta da ben 5 tipi di malti differenti in modo da creare corpo e colore e 2 tipi di luppolo per dare differenti  aromi e profumi.
Infatti Il Barba usa un luppolo tipico delle birre eurpoee tipo Pilsner che dona un nota amarotica ed un luppolo americano che crea freschezza e profumi.

La temperatura di servizio che lui consiglia e’tra I 7 e gli 8 °C e assolutamente da provare  con primi piatti di pesce.

La Birra del Nani e’fatta con grande entusiasmo da Nicola Nani che proviene dal mondo del vino infatti ha anche una

vigna nel vicintino.
Da un anno produce le sue tre birre in degustazione stasera al John Wine di Piove di Sacco.
La sua Belgian Pale Ale Bionda 1 e’definita da lui fresca rotonda dal colore giallo carico.
Personalmente sento note di buccia di arancia,lievito e fiori bianchi,Ha una facile beva. La sua gasatura e’minima con un finale leggerissimamente amaro.
Questa birra come le altre in degustazione non e’ ne filtrata ne pastorizzata quindi si possono trovare fondi nel bicchiere e questo garantisce la genuinita’del prodotto.
Usa £ tipologie di Malti e un luppolo inglese.
Ha una maturazione di 2 mesi in bottigia prima di esser messa in commercio. Ottima con prmi piatti di  carni bianche formaggi freschi..
La 2 American Pale Ale e’ambrata con profumi piu’intensi  con una nota  amara nel finale ;gasatura è molto controllota.
Prodotta come le altre con acqua di sorgente ha tre tipi di malti d’orzo e 2 di luppolo.
Anche in questa birra si denota la sua fragranza e struttura infatti è da abbinare a piatti piu’strutturati come carne alla brace e stinco di maiale.
La Birra 3 Bianca è fresca con un spuma interminabile nel bicchiere. Torbida ma non troppo con profumi che ricordano il coriandolo e gli agrumi.
Si differenzia dalle birre degustate perchè nei malti in uso c’è  una parte di frumento tipico delle Weiss birre tedesche.
Mi ha colpito molto questa birra per la sua leggerezza e avvolgenza.
Da abbinare ad una pizza o a quache appetitoso antipasto..

La Birra Mistica prodotta a Terrassa Padovana da Campo Biondo ha ricordi di pesca e  zucchero soffiato con una dolcezza nella beva e una buona chiusura nel finale.
Una birra da meditazione! Il suo grado alcolico tocca i 7,5 gradi,da servire tra i 8 e i 10 gradi.
Per ultima la Furia prodotta a Martellago dal colore nero ti avvolge con profumi di tostato e caffe’liquirizia in bocca.
Asciutta con una leggera schiuma,molto interessante e particolare.

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SECONDO BANCO D’ASSAGGIO DEL MERLARA DOC

giovedì 28 luglio · 19.00 –22.00
a Pressana –Villa Gaudio

L’evento realizzato in collaborazione con il Consorzio del Prosciutto Veneto Berico-Euganeo Dop,con il patrocinio della Provincia di Verona,della Regione Veneto,del Comune di Pressana ed in sinergia con l’ONAV,si propone di creare un’esperienza originale in cui gastronomia ed enologia si legano a sedimentare i valori irripetibili di un territorio. Quanti vi prenderanno parte avranno infatti la possibilità di confrontare il Prosciutto crudo di Crosare nelle sue differenti stagionature e di abbinarlo alle diverse tipologie dei vini della denominazione del Merlara.

Dato il numero limitato dei posti si invita a segnalare quanto prima la propria adesione.

Per informazioni e adesioni:
Silvia Cavazza – 045/7681578
consorzio@ilsoave.com

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COSMONOSIA- Programmazione Summer 2011

Venerdì 22 Luglio alle 21.30
Luogo
Cantine Menhir –Minervino di Lecce (LE)
Via Scarciglia,18
Minervino di Lecce,Italy

7 venerdì di musica,vino e cena-degustazione!
Direttore Artistico Gabriele Poso

01 Luglio Dj set “VINILI IN CANTINA”
08 Luglio Dj set “VINILI IN CANTINA”
15 Luglio “LIVE IN CANTINA”
Valentina Grande In Brasil Acoustic Session
22 Luglio Dj set “VINILI IN CANTINA”
29 Luglio Dj set “VINILI IN CANTINA”

05 Agosto “LIVE IN CANTINA”
Simona Stamer Acoustic Soul Session
19 Agosto “LIVE IN CANTINA”
“Suoni dal Mediterraneo”
Rocco Nigro:Fisarmonica
Luca Alemanno:Contrabasso
Francesco Coppola:Sax

INFO E PRENOTAZIONI
0039 0836 818199
info@cantinemenhir.com

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